La luce di Prometeo

Il fuoco che crea, il fuoco che forgia le armi dei guerrieri, il fuoco che riscalda, il fuoco intorno al quale tutti gli uomini di quasi tutte le epoche, tranne forse la nostra, si sono riuniti per nutrirsi, per amare, per leggere e per raccontare i Miti. L’archetipo del mito è nato al cospetto del fuoco. Tutte le narrazioni, a partire dalla prima favola cantata dalla mamma al primo bambino, sono partite dal fuoco, ed hanno avuto la velocità delle scintille sulle quali soffia il vento, si sono propagate ovunque inarrestabilmente. Ed ecco il nostro Prometeo oggi, condiviso dagli artisti che si sono confrontati sul tema, in una Comune dello spirito e dell’intelletto, non una Comune rivoluzionaria, poiché oggi non è più tempo di barricate, oggi la rivoluzione non è altro che riappropriarsi della propria identità culturale, una rivelazione tutta interiore. Ed ecco la luce di Prometeo che si accende in tante opere esposte, dalle foto ai video ai dipinti. Prometeo è la situazione di intimità e di riflessione con noi stessi sul mondo che ci circonda, il più grande atto di libertà che possiamo concederci oggi, in un universo globalizzato e trascinato nel fango dell’ignoranza dall’informazione, e quando non da internet: oggi Prometeo significa mantenere l’autonomia della lucidità di visione e l’indipendenza della scelta. Prometeo donava l’intelligenza all’essere umano, saper leggere tra le righe di questo straordinario universo che ci parla per simboli, approfondire la conoscenza, il peccato di Eva, donna moderna e curiosa della vita, e di Adamo che decide di seguirla poiché senza di lei non se la sente di vivere: atto d’amore e di conoscenza quello della prima coppia terrestre. Anche Lucifero è gigantesco nella sua ribellione al monoteismo, ed oggi abbiamo smarrito Dio e dei, non vi è più senso per alcuna lotta, tutti gli equilibri sono saltati, oggi imperversa una libertà falsa che non è la libertà profonda ed autentica per la quale Prometeo ha lottato per donarla agli uomini, non è la libertà della conoscenza per la quale hanno alzato la testa angeli ribelli ed uomini; oggi sembra trionfare ovunque una libertà vuota che genera solo solitudine ed aggressività, proprio oggi abbiamo bisogno di Eroi, di archetipi che spezzino una lancia in favore del genere umano che si sta disidratando di valori veri ed eterni. Le opere parlano per gli artisti, con quel linguaggio di silenzi proprio dell’emozione, queste devono dar vita alla fiaccola di Prometeo dentro coloro che si fermano a contemplarle, devono renderci orgogliosi della titanica ribellione di Adamo e di Eva al Paradiso Terrestre, Eva poiché è lei che ha coltivato con intelligenza e saggezza la chiarezza di visione nel cuore di Adamo. Dall’astratto intessuto di simboli con strati di letture affioranti di Parres e Piccirilli, dallo scherzo ironico letterario di Pierbo che con la sua realtà ludica affonda le radici nella conoscenza, a Gaia Giugni con l’energia degli elementi che s’incrociano e si moltiplicano all’infinito pacificandosi nella cicatrice di Prometeo, dell’uomo di tutti i tempi che si riconosce nell’universo creato ed in continua metamorfosi, per passare attraverso la visione di Frederik Boni che incarna la tempesta del Prometeo di Beethoven, giungere alla luce che si spande di Livia Galeazzi, una luce che lascia filtrare la molteplicità delle sue anime; da Andrew Koons con il suo Prometeo che con le mani impastate d’argilla crea Adamo, il titano cristiano è figlio del titano greco, in fondo le religioni si sono plasmate e vivificate l’una con l’altra, ed ecco il fuoco che brucia la pelle e l’anima, rendendo tutto trasparente e leggero per fuggire dalla notte; a Sepideh che attraverso l’occhio di Prometeo o l’occhio di Adamo che emerge dalla tela, sembra invitarci alla conoscenza, a guardare dentro noi stessi e ad incontrare lo sguardo degli altri certi della nostra forza interiore, senza paure, in un dono-scambio di emozioni e pensieri. Ed ancora Anna McNeil che identifica la tragedia ambientale con l’allontanamento dalla vera conoscenza; Poi viene il momento di fare un viaggio nella fotografia con Adam Victor che, nel capovolgere la terra con il cielo ed il cielo con la terra, imprime nelle sue foto la sovversione alchemica degli elementi che rifiutano le leggi naturali, stabilendone di proprie. Marcello Di Donato offre alla nostra vista immagini di Ercolano che con i loro contrasti di ombra e luce, sono potentemente evocative, danno concretezza alla materia, generano la forma quale illuminazione facendola scaturire dalla sorgente inesauribile del caos. Ed infine la video arte di Max Amato che evoca un cinema astratto che intende spezzare le catene delle regole e dei luoghi comuni, e manda in polvere le catene di Prometeo nuovamente libero, felice d’incontrare l’umanità negli occhi in un mare di girasoli, in un mare rosso fuoco, quel fuoco che genera la libertà e la consapevolezza di esistere, il fuoco delle idee, dell’illuminazione interiore.