* OPLITA

di Alberto Emiliano Durante

L’opera rappresenta un guerriero del mondo greco antico, l’oplita e si ispira pertanto alla storia mitica della città di Roma, le cui origini risalgono agli antichi insediamenti degli Argivi, ossia di quei Greci, provenienti da Argo, che si insediarono nella zona del Palatino. La scultura intende esprimere i valori e ricordare le conquiste attuate dalle antiche civiltà, così come la fusione culturale e religiosa conosciuta dai diversi popoli, anche come diretta conseguenza delle guerre.

Gli opliti si distinguevano per la loro tecnica e preparazione, combattendo come una singola impenetrabile unità denominata “falange”; questa tecnica permetteva loro di sfidare e vincere eserciti numericamente superiori. Tante grandi imprese e grandi conquiste da parte degli antichi Greci furono rese possibili proprio dall’invenzione delle falangi di opliti, che rivoluzionarono radicalmente il sistema di combattimento in uso sino ad allora.

L’oplita simboleggia, dunque, la figura del guerriero che, attraverso l’azione, eleva il suo spirito a uno stadio superiore, lasciando un segno indelebile nella storia. La sua forza si esprime attraverso l’uso della geometria che richiama le forme ieratiche del mondo arcaico e delle grandi civiltà del passato. La scultura prende vita dall’elaborazione degli elementi dell’elmo greco corinzio: la celata, le paragnatidi e il cimiero. Questi elementi chiave si legano tra di loro sviluppandosi ed estendendosi sulla superficie senza interruzione di linee, in una continuità che tende all’infinito. La simmetria e l’equilibrio conferiscono all’opera un senso di trattenuta potenza.